Come ti SENTI oggi? (30/09/2021)

 Come ti SENTI oggi?

Analizzare il proprio stato d'animo

Il giorno dell'operazione è arrivato ed io sono un po' nervosa.

È così fredda questa stanza senza te. Tutto è così freddo senza te.

Devo ammettere che ho sperato un paio di volte in un coma improvviso da dolore al cuore, ma era impossibile che accadesse perciò alla fine mi sono svegliata ricordando le ultime parole che mi dissero prima dell'anestesia:

<<Pensa a qualcosa di bello>>.

E sei apparso tu nella mia mente e ho pianto facendo una piccola risata, poi...

Mi sono svegliata. Ero nella mia stanza, la numero 9, mi sono trascinata dalla barella al letto e ho ripreso conoscenza del fatto che non ti avrei incontrato quella sera tra le 18 e le 20.

Il bruciore alla gola era tremendo ma pian piano mi sono sentita sempre meglio, quindi ho mandato notizie al nostro gruppo di amici con una foto e quando tu l'hai vista mi hai scritto: devo ammettere che un po' lo speravo e un po' me lo aspettavo, per questo ho mandato mie notizie.

Volevo che mi scrivessi. Volevo sapere che mi pensavi.

Mi hai detto che eri felicissimo che fosse andato tutto bene e che per questo hai pianto (ancora una volta) un po' per l'amarezza di non potermi stare accanto e un po' per la gioia del mio traguardo.

Io non so il motivo ma per la seconda volta mi sono dimenticata di dirti che, in un modo o nell'altro, era difficile che venissi a trovarmi, non solo per le restrizioni ma anche perché ci sarebbero state mia madre e mia sorella (due donne iperprotettive nei miei confronti) e chissà come sarebbe andata se ti avessero visto! Non ci voglio pensare, anche se mi fido della loro buona volontà.

Quindi non preoccuparti per non essere venuto a stringermi la mano, anche se lo desideravo tanto.

Comunque sarebbe bello se mi venissi a trovare uno di questi giorni, prima di tornare alla mia vecchia e nuova vita, ma sai: l'ospedale, le visite, mia madre, mia sorella. Non ho un momento di libertà ora che sono fisicamente fragile (e non solo moralmente).

Avrei tanto voluto portare una nostra foto in ospedale, avrei voluto metterla sotto il cuscino per farlo rimanere un segreto, per non far vedere alla mia famiglia che ti penso ancora, ogni istante della mia vita.

Ma non l'ho fatto per delle sciocchezze quali: che l'avrei dimenticata lì, che avrei potuto rovinarla, stropicciarla, cose di questo genere.

Poi ho pensato che ad ogni modo ho ancora tutte le nostre foto sul cellulare se ho bisogno di vederle.

Non ho sempre questo bisogno anzi, quasi mai perché fanno parte di un passato felice (anche se infine burrascoso) e mi fionderei subito e soltanto in lacrime. E non posso piangere perché altrimenti sarebbe un caos dopo l'operazione che mi hanno fatto.

Ora ad esempio mi sto trattenendo con difficoltà.

Devo solo finire di parlare di noi e di come mi sento rispetto a questo.

Ebbene, la cosa che mi ha fatto rabbrividire è che tu ti sei portato una nostra foto a lavoro sperando che l'operazione andasse bene. Allora mi sono sentita un po' in colpa per non averla portata anche io.

Ma ormai è passato.

E infine mi hai scritto una cosa bellissima per la quale è scesa una lacrima, tutte le nostre speranze erano racchiuse in quel singolo messaggio.

"Quando ci rivedremo, un giorno, spero di poterti riprendere per mano, e con l'altra poterti toccare il nasino delicatamente. Dargli un bacino per farti passare la bua e augurargli che non possa stare più male".

In questo momento vorrei sprofondare e ho un nodo davvero stretto alla gola perché è proprio questa la rappresentazione del nostro amore. Prima ho scritto che quelle di questo tuo messaggio sono "nostre" speranze perché anche io lo spero davvero.

Spero di incontrarti ancora una volta, più nuovi che mai.

Spero che il mio amore per te non finisca mai.

Spero di poterti riprendere per mano e baciarti.

E un'altra lacrima è scesa, forse dovrei smettere.


Anche io sarò qui ad aspettarti,

profilo_parola.


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