Le stagioni in crisi
10/08/2021
Lo so che non dovrei pensare al passato e nemmeno al futuro ma
perché?
Perché quei pensieri arrivano lo stesso?
Passerei più tempo a mandarli via che a godere del tempo che potrebbe voler rimanermi.
Perciò pensiamoci, o meglio PENSO:
c'eri tu, c'eri tu... c'eri tu in mezzo a quell'inverno.
Né felice, né posato, solo con una maschera all'esterno.
E poi? Sei diventato te stesso con la maschera ma solo io potevo vederla. Solo io potevo togliertela e quando lo facevo tornavamo sempre bambini.
Penso e ricordo la
PRIMAVERA.
La primavera ha l'odore acre dei vagoni di un treno. E in quel momento sono in attesa e sento come se il tempo non passasse mai, fino a quando
arriva la mia fermata,
corro, scendo
cerco con lo sguardo: ECCOTI!
Corro, corro, corro e salto,
finisco in un abbraccio... l'amore.
E
l'ESTATE?
L'estate è confusione, è litigio. Il sole d'estate non bacia né accarezza. Il sole brucia ed è così piacevole quel bruciore nei momenti tristi.
Torno sul treno diretta a te,
diretta a noi.
Aspetto, fremo e ad un tratto mi chiedo:
"Perché sto attendendo?".
Vorrei che quel viaggio durasse per sempre, invece dura solo due ore.
Mi accarezzo i capelli, me ne rimangono in mano:
"Perché sto piangendo?".
Guardo il mio riflesso al finestrino:
"Per chi sto attendendo?".
Arriva la mia fermata,
corro, scendo,
cerco con lo sguardo, perdo un battito: "Chi sto cercando?".
...delusione.
E poi ricordo.
Non ci sei stato, non ci sei stato... non ci sei stato per tutto questo inverno.
Né felice, né posato, solo perso in eterno.
E ora che tornerà la primavera ho tanta, tanta, troppa paura
di correrti incontro e abbracciarti,
ma starò ad aspettare in eterno?
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