19/02/2022

 19/02/2022

Dovrei smetterla di chiedermi il motivo di tutto questo.

Quando il respiro accelera, lo stomaco si lacera in una pozza di dolore, vorresti soltanto gridare ma la gola si chiude, le mani stringono, stringono

stringono sempre di più.

Allora mi ricordo:

<<Amarezza, dolce Amarezza, mi porti via con te?

Perché voglio scappare, senza pensare,

voglio andarmene>>.

Queste parole non usciranno più da me perché non voglio scappare, voglio guardarti in faccia, tesoro mio.

Sei parte di me, ti nascondi nell'espressione d'amore e mi inganni,

mi inganni sempre. Perché l'amore è inscindibile al dolore. È una sofferenza simile al sentirsi annegare.

Ora l'ho capito.

Ieri l'ho capito.

È come non ammettere che tutte le lacrime, tutti i sospiri trattenuti o spezzati, tutto questo immenso male in me - di dolore imploso, nascosto - alla fine, che non è fine (questo mai) ma è sempre inizio, mi avrebbero riportato a casa.

Idolo:

<<Ciao Casa, sono felice di sentire che ti stai ricostruendo. Ora insegneresti a me come si fa?>>.

Casa:

<<

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